Specifica tecnica delle compartimentazioni antincendio: come trasformare il progetto in una protezione realmente verificabile
Una compartimentazione antincendio può essere perfettamente rappresentata in una planimetria e, allo stesso tempo, non essere sufficientemente definita per essere realizzata, verificata e mantenuta nel tempo. Il problema nasce quando si considera la compartimentazione come un semplice elemento edilizio, anziché come una soluzione di sicurezza con prestazioni antincendio precise.
Il Codice di Prevenzione Incendi richiede che i compartimenti garantiscano determinate caratteristiche di resistenza al fuoco e che la loro continuità sia mantenuta anche in presenza di attraversamenti, giunti e impianti. Per questo, una progettazione efficace non si limita a indicare “parete REI 120” su una tavola: definisce quale sistema deve essere realizzato, con quali prestazioni e secondo quali modalità. È qui che una specifica tecnica ben costruita diventa uno strumento di ingegneria antincendio, non un semplice documento di capitolato.
La compartimentazione non è soltanto una parete
Nel linguaggio quotidiano, quando si parla di compartimentazione si pensa soprattutto a muri, solai e porte tagliafuoco. Dal punto di vista della prevenzione incendi, il concetto è più ampio.
Il Codice definisce il compartimento antincendio come una parte dell’opera da costruzione delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire la resistenza al fuoco per un determinato intervallo di tempo. Questo significa che la prestazione non dipende necessariamente da un singolo prodotto.
Una parete, per esempio, può avere una determinata resistenza al fuoco, ma la prestazione complessiva della compartimentazione può essere compromessa da una porta non idonea, da un attraversamento impiantistico non correttamente sigillato o da una discontinuità costruttiva.
La compartimentazione è quindi un sistema, non semplicemente un elemento costruttivo.
Cosa deve definire una buona specifica tecnica
Una specifica tecnica efficace deve tradurre le scelte del progetto antincendio in requisiti concretamente verificabili.
Non basta scrivere “compartimentazione REI 120”: occorre definire, in funzione della soluzione progettuale, la prestazione richiesta, le caratteristiche degli elementi che costituiscono il sistema, i criteri di installazione e le modalità con cui la prestazione deve essere mantenuta.
Questo diventa particolarmente importante quando la compartimentazione comprende più elementi: pareti e solai, porte e chiusure, attraversamenti di tubazioni e cavi, canalizzazioni aerauliche, giunti e cavedi. La specifica tecnica deve collegare il requisito antincendio alla soluzione costruttiva effettivamente realizzabile. In questo modo il progetto diventa molto più leggibile anche per chi dovrà occuparsi della realizzazione, della direzione lavori, dei controlli e della successiva gestione dell’attività.
Il punto critico: gli attraversamenti impiantistici
È proprio negli attraversamenti che la compartimentazione viene frequentemente messa alla prova. Il Codice, al paragrafo S.3.7.3, richiede che le chiusure d’ambito orizzontali e verticali formino una barriera continua e uniforme contro la propagazione dell’incendio. Tra le situazioni considerate rientrano proprio gli attraversamenti degli impianti tecnologici e di processo, le canalizzazioni aerauliche, i camini, le facciate continue e i cavedi. Questo ha una conseguenza molto concreta: non è sufficiente progettare la parete; bisogna progettare anche ciò che attraversa la parete.
Per le sigillature degli attraversamenti, la UNI EN 1366-3 costituisce uno dei riferimenti tecnici fondamentali per la valutazione della capacità del sistema di mantenere la resistenza al fuoco dell’elemento separante nel punto attraversato dall’impianto. L’edizione UNI EN 1366-3:2025 è in vigore dal 5 marzo 2025. Per sistemi che richiedono un’applicazione estesa dei risultati di prova esistono inoltre specifici documenti di applicazione estesa, come quelli disciplinati dalla serie EN 15882.
Se in fase di progettazione si definisce soltanto la classe della parete, ma non si considera come verranno gestiti gli attraversamenti, si lascia aperta una parte essenziale della soluzione antincendio.
Specifica tecnica significa anche evitare soluzioni “a catalogo”
Non tutte le attività hanno gli stessi vincoli. Un compartimento all’interno di un edificio produttivo può essere attraversato da numerosi impianti tecnologici. In un’altra attività possono essere prioritari i requisiti delle vie di esodo, le prestazioni delle porte o la gestione di particolari processi produttivi.
Per questo la soluzione corretta non è necessariamente quella più complessa, né quella più conservativa: è quella che garantisce la prestazione richiesta dal progetto e che può essere concretamente integrata nell’attività. Questo è uno dei principi con cui affrontiamo l’ingegneria antincendio in Studio Inferno: analizziamo il funzionamento reale dell’attività, i suoi vincoli costruttivi e gli impianti presenti prima di definire la soluzione.
L’obiettivo non è aggiungere requisiti indistintamente, ma individuare la soluzione tecnicamente corretta e compatibile con le esigenze operative del cliente.
La tua compartimentazione è definita solo in planimetria o è realmente verificabile?
Possiamo analizzare la documentazione antincendio, confrontarla con lo stato di fatto e verificare se pareti, porte, attraversamenti e altri elementi della compartimentazione sono coerenti con le prestazioni richieste dal progetto. Contattaci per approfondire
Dal progetto alla gestione dell’attività
Una specifica tecnica ben costruita non serve soltanto quando si realizza una nuova compartimentazione, ma diventa particolarmente utile durante la vita dell’attività.
Pensiamo, per esempio, alla necessità di installare una nuova linea elettrica, modificare un impianto tecnologico, realizzare un nuovo attraversamento o sostituire una porta tagliafuoco. Se la documentazione descrive chiaramente come è stata concepita la compartimentazione, diventa più semplice stabilire come intervenire senza compromettere la prestazione antincendio.
Al contrario, quando le informazioni sono frammentarie, ogni modifica può trasformarsi in una verifica complessa: quali prestazioni erano richieste? Quale sistema era stato utilizzato? L’intervento modifica la condizione di sicurezza precedentemente accertata?
Il tema è rilevante anche nell’ambito dei procedimenti di prevenzione incendi. Il DPR 151/2011 e il DM 7 agosto 2012 disciplinano i procedimenti e la documentazione connessi alle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi; in presenza di modifiche alle condizioni di sicurezza possono rendersi necessarie nuove valutazioni e procedure. Una documentazione tecnica chiara riduce quindi anche il rischio di dover ricostruire a posteriori la storia della protezione antincendio.
Il valore economico della specifica tecnica
Il beneficio non è soltanto documentale: una compartimentazione correttamente definita permette di ridurre le incertezze durante la realizzazione e di evitare che le decisioni vengano prese in cantiere senza un riferimento progettuale sufficientemente preciso.
Per un’azienda, prevenire un errore nella compartimentazione significa spesso evitare una modifica successiva molto più costosa, soprattutto quando l’intervento riguarda impianti già installati, finiture già completate o reparti produttivi in esercizio.
La progettazione antincendio deve quindi tenere conto anche della realtà operativa dell’attività: tempi di fermo, accessibilità degli spazi, interferenze con gli impianti e possibilità di manutenzione futura.
Specifica tecnica e mantenimento della prestazione
La prestazione antincendio non termina quando il sistema viene installato. Nel tempo possono intervenire modifiche, manutenzioni, nuove installazioni o semplicemente fenomeni di degrado. Per questo una buona specifica tecnica dovrebbe essere letta anche come base tecnica per la gestione futura della compartimentazione.
Ciò significa conservare le informazioni che servono realmente per sapere cosa è stato progettato, perché è stato progettato in quel modo e quali condizioni devono essere mantenute.
Conclusione
La compartimentazione antincendio non è semplicemente una parete con una determinata classe di resistenza al fuoco: è un sistema prestazionale nel quale elementi costruttivi, chiusure, attraversamenti, giunti e impianti devono concorrere al raggiungimento della prestazione richiesta.
Noi di Studio Inferno analizziamo l’attività, individuiamo i compartimenti, valutiamo gli elementi che li delimitano e consideriamo le interferenze con impianti, strutture e attività produttive. Successivamente definiamo i requisiti tecnici necessari affinché la soluzione possa essere realizzata e verificata.
Il risultato non è una specifica tecnica standardizzata, ma una soluzione costruita intorno all’attività.
È questo l’approccio che adottiamo perché ci occupiamo esclusivamente di ingegneria antincendio: possiamo concentrare competenze, aggiornamento normativo e progettazione sulle condizioni specifiche dell’attività, invece di applicare automaticamente una soluzione predefinita.
Se vuoi capire se la compartimentazione della tua attività è realmente documentata e coerente con il progetto antincendio, Studio Inferno può effettuare una verifica tecnica della documentazione e dello stato di fatto.
Una buona prevenzione incendi non nasce da una soluzione standard: nasce dalla corretta lettura dell’attività e dalla progettazione della soluzione più adatta alle sue esigenze.


